Il nostro modello “bottom-up” di resilienza sul Crisis Response Journal

Siamo orgogliosi nel segnalare che il nostro modello “bottom-up” di resilienza è stato oggetto in un corposo articolo sul numero di settembre del Crisis Response Journal. Autore lo stesso presidente del comitato promotore della Fondazione, Giuseppe Guarino.

crisis-Lab_journal-1
crisis-Lab_journal-2
crisis-Lab_journal-3 crisis-Lab_journal-4 crisis-Lab_journal-5

Qui di seguito il link all’articolo in formato PDF
A bottom-up approach to community resilience

Il Gruppo Lucano di Protezione Civile al XIII International Rally of Young Rescuers and Firefighters

 Dal 9 al 18 giugno 2015, a Gomel (Bielorussia) si è svolto il XIII International Rally of Young Rescuers and Firefighters, un raduno e competizione internazionale a squadre di “Giovani Vigili del Fuoco e Soccorritori” che quest’anno ha visto anche la partecipazione di una delegazione italiana attraverso il Gruppo Lucano di Protezione Civile.
Ogni delegazione era composta da una squadra di 7 giovani tra gli 11 e i 17 anni e 3 adulti accompagnatori; le prove previste dalla competizione, sebbene votate alla cultura del soccorso e prevenzione, sono molto variegate e includono prove di carattere sportivo, di simulazione di emergenza e soccorso, e finanche di presentazioni creative della propria squadra e paese.

IMG_2L’invito al Rally è giunto per il tramite del Sindaco di Viggiano (che ospita il Centro di Coordinamento del Gruppo Lucano) da parte del Ministro per le Situazioni di Emergenza della Bielorussia, Vladimir Vashchenko nell’ambito delle iniziative previste dal programma di gemellaggio che – sotto l’egida dell’UNISDR, l’ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei rischi di disastro – si sta sviluppando tra il comune di Viggiano e il Ministero Situazioni di Emergenza (MES) della Repubblica di Bielorussia.
Il connubio è nato da un incontro bilaterale con il Ministero delle Emergenze della Bielorussia avvenuto – sotto l’egida dell’UNISDR – durante la III° Conferenza Internazionale organizzata dall’ONU sulle politiche di Riduzione dei Rischi, tenutasi il 15-18 Marzo a SENDAI (Giappone). È in tale occasione che è nata l’idea di un gemellaggio tra Minsk, Capitale della Bielorussa, e Viggiano, per avviare uno scambio di esperienze sulle tematiche dei disastri tecnologici causati da un disastro naturale (NaTech). Le Nazioni Unite considerano questa collaborazione vincente in quanto da un lato la Bielorussia, dopo il disastro di Chernobyl del 1986, ha acquisito una elevata competenza sui disastri NaTech, e dall’altra la città di Viggiano si trova nella necessità di studiare scenari simili legati al rischio sismico ed alla presenza di grandi impianti tecnologici per l’estrazione e il trattamento del petrolio.

D’altro canto lo studio e l’applicazione di pratiche di resilienza sviluppato nel contesto lucano – un modello di sviluppo e coordinazione di tipo bottom-up e che è valso a Viggiano il riconoscimento a livello mondiale di Città Modello della Resilienza – viene visto con grande interesse da parte della Bielorussia per la sua capacità di attrarre larghe fasce di giovani e di volontari alle tematiche della riduzione dei rischi da disastri.
Primo passo della futura collaborazione è stato quindi
al Rally di Gomel, una città non lontana dall’area interdetta a causa della contaminazione del 1986. Un invito inoltrato tempestivo e solerte appena dopo la formalizzazione dei rapporti ma il cui arrivo è caduto appena due mesi prima del Rally. Ciononostante, un gruppo di ragazzi appartenenti alla sezione giovanile del Gruppo Lucano si è sottoposto a solerti esercitazioni ed allenamenti sulle tematiche del soccorso e dell’emergenza, ed alla fine è stata selezionata la squadra dei 7 ragazzi partita l’otto luglio da Roma per Minsk.

I paesi presenti a questo XIII Rally sono stati 15, quasi tutti dell’est, Russia, Bielorussia (Belarus), Latvia, Lithuania, Polonia, Bulgaria, Serbia, Moldavia, Georgia, Ucraina, Kyrgyzstan, Kazakhstan, Azerbaijan, Armenia, Italia.
Molte le prove che i giovani hanno dovuto sostenere. Tra queste vi erano ovviamente le gare riguardanti i doveri dei soccorritori e gli operatori di primo intervento: corsa campestre con passaggi difficili su sostegni di fortuna, quali corde, travi; corse ad ostacoli con prove di abilità; prove di primo soccorso; simulazioni di interventi di urgenza su fuoco, acqua, incidenti stradale.

IMG_4652 IMG_0955

Non sono mancate prove per confrontare le capacità espressive (come la creazione di una infografica sui rischi a cui si espone un bimbo lasciandolo solo a casa), la creatività (un breve spettacolo che presentasse la nazione, regione di origine e l’impegno di ciascun gruppo nelle attività di protezione civile), e momenti conviviali.
Geniale l’ultima competizione: un intervento in situazione di rischio simulato in cui i componenti delle squadre provenienti dai diversi paesi sono stati mischiati. Al di là del fatto che, essendo tutte le nazionalità rappresentate in tutti i team, ed in particolare nei primi tre classificati, ciascuna nazionalità ha riportato a casa almeno un oro, un argento ed un bronzo – Evviva, amici come prima – da evidenziare è il particolare valore educativo incentrato sulla cooperazione con estranei dei quali non si condivide neanche la lingua.

Nonostante la varietà di usi e costumi culinari, la comunicazione con i ragazzi degli altri team è stata pronta e soddisfacente, pur senza linguaggio comune: gli accompagnatori hanno usufruito di traduttori e guide, i ragazzi hanno si sono arrangiati per conto loro e col tempo la fame indotta dalle attività sportive li ha persino riconciliati con la dieta nord orientale.
Tutte le prove sono state svolte nel campus di Gomel, uno dei tre campus, dove in Bielorussia vengono formati gli studenti di diverso ordine e grado interessati a divenire operatori di intervento emergenziale.
Nel corso dell’anno scolastico ospita ragazzi dalla prima elementare alla seconda media in camere da due o tre letti; sono disponibili wi-fi, mensa, teatro, sale ritrovo, ottime attrezzature sportive, moduli interattivi e multimediali per
formare chi opera in condizioni di rischio, programmi destinati all’esterno del campus per l’educazione di cittadini e giovani.
Attraverso le classi superiori
, i più appassionati confermano la propria vocazione e vengono selezionati per diventare professionisti dell’emergenza.

Al proposito, una particolarità del team italiano è stata quella di essere l’unico a provenire da una realtà in cui Protezione Civile e relativa formazione sono di natura gratuita e a base di volontariato e non gestita su base professionistica e ampie strutture statali di gestione e formazione.
Il risultato in graduatoria, decimi su quindici, è stato dunque di tutto rispetto considerando il breve tempo di preparazione e che il team italiano, interpretando il regolamento in chiave inclusiva e sportiva ha composto la sua squadra con un ampio spettro di età, includendo anche gli elementi più giovani di tutta la competizione.
La partecipazione italiana ha dimostrato che i volontari, per passione e buona volontà, possono competere con i professionisti formatisi all’interno del modello rappresentato dai vincitori del rally: Russia, Bielorussia, Kazakistan. A maggior ragione se si considera che lai preparazione dei nostri ragazzi ha goduto di soli due mesi e non di un’intero anno scolastico.

L’esperienza del Rally ha messo in evidenza le caratteristiche di unicità del sistema di Protezione Civile Italiano che si distingue per la grande enfasi che il Presidente Pertini ed il Ministro Zamberletti vollero dare al volontariato organizzato nelle attività di intervento, previsione e prevenzione. Nella conferenza dedicata ai rappresentanti adulti la nostra delegazione ha spiegato come in Italia, intorno a un nucleo di professionisti e amministratori, un gran numero di cittadini attivi si prepara nel tempo libero, organizzandosi in gruppi di volontariato distribuiti a mo’ di rete sul territorio nazionale.

IMG_3164

Un contatto più approfondito con le strutture e le istituzioni di ricerca sul cui lavoro si basa l’efficacia del Sistema di Protezione Civile della Bielorussia è stato rimandato alla successiva visita ufficiale della città di Viggiano a Minsk con l’incontro dei sindaci delle due città, le visite alle strutture di Protezione Civile bielorusse e l’avvio di un percorso di collaborazione sulle tematiche NaTech e sulla partecipazione giovanile. Come è stato più volte rimarcato dai rappresentanti dei vari paesi, l’entusiasmo dei nostri ragazzi è riuscito a ben rappresentare l’Italia e ha lasciato un segno positivo tra i partecipanti e gli organizzatori. Questi ultimi si sono augurati fin da subito una loro ulteriore partecipazione al XIV Rally, nel 2016.

P7100559

La comunità di Viggiano ambasciatrice dell’Italia in Bielorussia

Si è conclusa la visita ufficiale di tre giorni di una delegazione del Comune di Viggiano presso Minsk, capitale della Bielorussia. A seguito della partecipazione alla Conferenza Internazionale delle Nazioni Unite tenutasi a Marzo a Sendai, in Giappone, e che aveva visto il Comune di Viggiano ricevere l’importante riconoscimento internazionale di Città Modello della Resilienza, le Nazioni Unite avevano avviato un contatto ufficiale tra il Comune di Viggiano ed il Ministero delle Emergenze della Bielorussia. Da questo primo contatto è nata la partecipazione dei giovani di protezione civile del Gruppo Lucano al Rally internazionale tenutosi in Bielorussia dall’8 al 20 Luglio e che ha visto i nostri giovanissimi aspiranti volontari confrontarsi con squadre di 15 nazioni su tematiche relative al soccorso emergenziale.

La visita ufficiale ha avuto luogo dal 26 al 29 Luglio è ha visto la partecipazione di Amedeo Cicala sindaco di Viggiano, Natalino Tramontano rappresentante del consiglio comunale, e Giuseppe Guarino Presidente del Comitato della Fondazione di Comunità Lucana Robert Mallet.

La mattina del 27 luglio, presso il municipio di Minsk si è svolto l’incontro ufficiale della delegazione di Viggiano con Andrey Shorets sindaco di Minsk e Dmitry Begun capo del Dipartimento di Protezione Civile di Minsk. Nonostante l’apparente differenza tra la realtà di una città di 2 milioni di abitanti e quella di una comunità di 3500 abitanti sono stati individuati importanti punti di contatto tra le problematiche di sicurezza del territorio che vivono le due comunità. In particolare il sindaco di Viggiano ha sottolineato l’importanza del rafforzamento delle capacità di intervento e prevenzione atte ad evitare disastri di natura tecnologica e le politiche di coinvolgimento delle nuove generazioni nei processi di prevenzione dei disastri e più in generale di difesa del territorio. Il sindaco di Minsk e il responsabile della protezione civile della città hanno espresso un forte interesse ad avviare un percorso di collaborazione su queste problematiche. L’incontro si è concluso con scambio di doni: una copia dell’arpa viggianese molto apprezzata dal sindaco di Minsk che ha ricambiato con un quadro raffigurante un paesaggio storico della città.

IMG_4131

Successivamente si è svolto un primo incontro tecnico presso il Dipartimento della Protezione Civile di Minsk dove è stato presentato il sistema di protezione civile della città e della Bielorussia più in generale. A questi incontri ha partecipato anche Evgeny Barodovsky responsabile della cooperazione internazionale del Ministero delle Emergenze della Bielorussia. Nel pomeriggio la delegazione di Viggiano ha potuto assistere ad una esercitazione pratica nel centro di Minsk che ha visto la simulazione di un incendio in un grattacielo con il recupero di persone attraverso elicotteri e mezzi da terra. La giornata si è conclusa con un momento culturale presso il Museo Nazionale d’Arte di Minsk.

Il giorno 28 invece gli ospiti bielorussi hanno chiesto alla delegazione di Viggiano di presentare la realtà italiana e quella di Viggiano nel campo della gestione delle emergenze.

IMG_4404Giuseppe Guarino ha tenuto una presentazione per i rappresentanti dei nove distretti di Protezione Civile in cui è organizzata la città di Minsk evidenziando sia le particolarità del sistema italiano e sia il ruolo del comune di Viggiano nell’introduzione di elementi fortemente innovativi nel campo della resilienza, elementi che hanno portato al riconoscimento di Città Modello. In particolare i responsabili delle emergenze di Minsk hanno voluto approfondire con le loro domande il ruolo che il volontariato svolge nel sistema di Protezione Civile italiano e quello della creazione di strumenti innovativi quali la Fondazione di Comunità per aiutare le comunità a migliorare la qualità della vita.

Al dibattito è seguita la visita alle strutture di gestione delle emergenze, in particolare la “crisis room” da cui vengono seguite tutte le emergenze di carattere nazionale. La delegazione si è poi spostata su di un lago fuori Minsk dove ha assistito ad esercitazioni di sommozzatori impegnati a recuperare persone intrappolate in un veicolo sommerso. Nel pomeriggio si è svolto un secondo momento culturale con visita ad un antico villaggio bielorusso trasformato in museo. È stato possibile osservare e partecipare in maniera interattiva ad alcuni aspetti dell’antica vita contadina della Bielorussia ed entrare in contatto con una realtà socio-culturale non molto diversa da quella delle nostre comunità lucane.
IMG_4212

IMG_4209

La visita si è conclusa nella mattinata del 29 con un incontro della delegazione con rappresentanti del Ministero delle Emergenze e della città di Minsk in cui si è evidenziata l’importanza di avviare un processo di collaborazione formalizzato attraverso un memorandum che individui aree di futura collaborazione tra le due realtà e momenti di scambio di esperienze ed informazioni tecniche sulle problematiche di comune interesse. Amedeo Cicala, dopo aver ringraziato per la grande ospitalità ricevuta, a nome della comunità di Viggiano ha esteso un invito formale sia al Ministro che al sindaco di Minsk a visitare la nostra regione ed il comune. L’incontro si è concluso con un brindisi a base di vodka secondo le tradizioni bielorusse.IMG_4166

Robert Mallet e il terremoto lucano: le implicazioni internazionali

 

Robert Mallet e il terremoto del 16 dicembre 1857: da un territorio-laboratorio a una Fondazione per il territorio.

Nell’ambito delle attività di promozione della Fondazione torniamo a parlare di Robert Mallet e del terremoto del 1857 in una conferenza che andrà a sviscerarne le numerose e profonde implicazioni che, a livello internazionale, sono seguite.

Locandina - Robert Mallet e il terremoto del 16 dicembre 1857: da un territorio-laboratorio a una Fondazione per il territorioCon Giuseppe Guarino interverranno Graziano Ferrari, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, e Iolanda Richichi, ricercatrice presso l’Università degli Studi di Firenze e autrice del volume Implicazioni internazionali del terremoto lucano del 1857 (Centro Editoriale Toscano, 2012).

Sabato 1 Agosto 2015. Ore 17:30
Viggiano, Vella del Marchese, via Giacomo Puccini, 10

S.I.T.O.S. – Servizi Integrati Territoriali di Organizzazioni per la Solidarietà

foto 2 (3)Il giorno 11 giugno 2015 alle h 17:00 presso la sede della Caritas Diocesana in Via Cappuccini, 15, è stata indetta la CONFERENZA STAMPA per la presentazione del Progetto SITOS – Servizi Integrati Territoriali di Organizzazioni per la Solidarietà.

Alla Conferenza stampa sono intervenuti i presidenti delle Associazioni promotrici del Progetto.

Il progetto SITOS è stato presentato a valere sul Bando Volontariato 2013 di Fondazione con il Sud dalla rete delle seguenti Associazioni: Joven (capofila del progetto), Cittadini Solidali, Volontariato Materano, don Giovanni Mele ONLUS, Gruppi di Volontariato Vincenziano, Ass. Antiusura Sviluppo e Legalità, La Martella ONLUS. Esso ha lo scopo, attraverso l’opera sinergica delle suddette Associazioni, di rilevare e dare risposte concrete ai bisogni legati allo stato di povertà nell’ambito del territorio materano, al fine di:

foto 4 costituire un osservatorio permanente del fenomeno, strumento indispensabile per avviare interventi adeguati e strutturati;

effettuare una campagna di sensibilizzazione della cittadinanza sulla coesistenza della povertà e della crescente richiesta di aiuto alimentare con situazioni frequenti di enorme spreco di cibo, allo scopo di far crescere la consapevolezza rispetto a tali tematiche, rafforzare la solidarietà e promuovere stili di vita più sobri;

strutturare una rete di recupero alimentare e di altri beni invenduti o inutilizzati (abbigliamento, farmaci, ecc…) con distribuzione a favore dei meno abbienti, per accrescere la capacità di ottimizzare il sistema di raccolta/distribuzione dei prodotti donati;

attuare azioni mirate per favorire l’inserimento sociale di persone in situazioni di esclusione sociale, attraverso un percorso di ascolto, presa in carico e coinvolgimento diretto degli stessi beneficiari del progetto, anche nella strutturazione e gestione della rete di raccolta e distribuzione dei beni raccolti;

promuovere la costituzione di un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) per acquisire beni a costi più bassi da realtà produttive locali, per sostenere la filiera “corta” ed i prodotti “a km zero”, accrescere la consapevolezza dei consumi.

Si intende, quindi, prendere in considerazione il concetto multidimensionale di povertà: la povertà intesa non solo come carenza di risorse economiche, ma anche come esclusione sociale.foto 2 (2)

Questo progetto vuole essere, nel suo piccolo, la risposta del territorio e delle forze sociali che lo abitano al tema del cibo e del contrasto al suo spreco che l’Esposizione Universale sta trattando in questi mesi a Milano: NUTRIRE IL PIATETA, ENERGIA PER LA VITA.

Esso, inoltre, si inserisce anche nell’ambito della Campagna di Caritas Italiana UNA SOLA FAMIGLIA UMANA, CIBO PER TUTTI: E’ NOSTRO COMPITO avviata nel 2014 e che ha lo scopo di riflettere sul cibo quale risorsa.

Il diritto al cibo è riconosciuto, sin dal 1948, dalla Dichiarazione Universale sui Diritti dell’Uomo come uno dei diritti umani fondamentali. Si tratta a tutt’oggi di un diritto negato ad una parte consistente della popolazione del pianeta: è consapevolezza comune che più di un miliardo di persone si trovi attualmente priva di cibo adeguato, in quantità e qualità. L’attuale crisi internazionale ha reso ancor più vulnerabile la situazione di masse ingenti di persone già colpite dalla fame, a cui si contrappone però una sempre maggiore diffusione dello spreco dei beni alimentari, e delle malattie legate all’obesità.

foto 1 (2)È quindi urgente affrontare la questione del diritto al cibo analizzando questi elementi di squilibrio globale. Si tratta di una situazione che ha le sue radici in scelte politiche ed economiche dannose, responsabili di dinamiche di produzione, distribuzione, e sistemi di commercio internazionale sconsiderati segnate da gravi squilibri. E’ necessario invece sviluppare nuovi modelli, in grado di garantire il diritto al cibo, favorendo il protagonismo dei gruppi più svantaggiati, puntando su sistemi di produzione basati sulla valorizzazione del territorio e sul legame tra produzione agricola e gestione degli ecosistemi.

Il tema del diritto al cibo è dunque l’elemento centrale da cui è necessario partire: rimuovere lo ‘scandalo della fame’ che ancora affligge un’ampia porzione della popolazione del pianeta. Promuovere una prospettiva che restituisca dignità a tutta l’umanità, in equilibrio con i limiti biofisici del pianeta e nel rispetto del diritto alla vita delle generazioni che seguiranno è l’impegno cui siamo chiamati. La complessità delle cause ci sollecita ad affrontare la tematica principale del diritto al cibo in una prospettiva più ampia, attraverso i diversi elementi che la legano ai temi della buona finanza e della costruzione di un mondo di pace.

Il progetto SITOS attraverso la rete delle Associazioni coinvolte ha lo scopo di sensibilizzare ed educare la comunità a questi temi per trovare, INSIEME, soluzioni sostenibili nel tempo.

Durante la conferenza stampa sarà presentato il Logo ufficiale del Progetto e il PULMINO, acquistato in rete con l’Ass. Cittadini Solidali promotore e responsabile del Progetto LOVE FOOD finanziato a valere sul Bando Direttiva 266-2013 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il quale sarà realizzata la raccolta alimentare e la distribuzione. conilsud

giovannimele

martella

vincenziano

caritasjoven

volontariatomateranocittadinisolidaliantiusura